
ELETTRA
Elettra, figlia di Agamennone, vuole vendicare la morte del padre avvenuta per mano della madre Clitemnestra e dell’amante di lei Egisto. Aspetta per anni il ritorno del fratello Oreste, mandato in salvo in un’altra terra
per essere conosciuto come il vendicatore della casa degli Atridi, ma Oreste sembra non arrivare e Elettra è costretta a prendere la decisione di agire senza di lui. La tragedia, tradotta da Nicola Crocetti, nella regia di Silvio Peroni è interpretata da un cast tutto al femminile, poiché ogni personaggio è il riverbero
della protagonista, una sua estensione. In un ambiente rarefatto, bianco, un luogo vuoto che richiama un’interiorità preclusa, il sangue cade a goccia a goccia sulla scena.

Osservando i comportamenti degli eroi tragici mi chiedo sempre il perché delle loro azioni. Non esistono apparentemente delle ragioni, o sarebbe meglio dire: il rischio delle loro azioni vale quanto il vantaggio ottenuto dalle azioni stesse? In linea di massima mi rispondo e penso di no. Le posso intuire solo se mi avventuro “in quel lato caotico della vita, quella volontà di vivere nascosta al di sotto della superficie delle cose, dove spesso questa volontà di vivere è caos e distruzione.” (A. Schopenhauer). O per dirla con le parole di Groddeck “veniamo vissuti da forze ignote e incontrollabili”. Ho pensato di concentrare questo lavoro su queste forze. E concentrare queste forze attraverso la figura di Elettra. O meglio attraverso le voci che l’attraversano. Ho pensato di raccontare un individuo abitato. Non ho voluto rinunciare agli altri personaggi, ma questi altri non per forza devono essere altro. Spesso l’uno è anche altro da sé. Un uno abitato da voci, dove non sempre queste voci sono sovrapponibili in maniera esclusiva con il corpo, ed in effetti un corpo (che è uno) non sempre riesce ad assorbire tutte le voci che lo animano. Quello che proverò a fare è raccontare i conflitti, le ambivalenze, le scissioni interiori di un unico personaggio, nello specifico quello di Elettra, che contiene in se il desiderio di vendetta, di pace, di potere, di vita, di morte e di libertà.
Silvio Peroni
Regia Silvio Peroni
Con Maddalena Amorini, Federica Cavallaro, Beatrice Ceccherini, Anastasia Ciullini, Claudia Ludovica Marino, Nadia Saragoni e Erica Trinchera
Costumi Elena Bianchini
Assistente ai costumi Eleonora Sgherri
Assistente alla regia Alessandra Brattoli
Organizzazione Maria Lucia Bianchi e Francesco Grossi
Disegno luci Samuele Batistoni
Datore luci Lorenzo Bernini
Suono Tommaso Tinti
Scenotecnica Macchinisti del Teatro della Pergola
Sartoria Silvia Salvaggio e Chiara Matteuzzi
Grafiche Lavinia Bussotti
Produzione Dipartimento di Scienze Giuridiche (DSG) | Università degli
Studi di Firenze, Ordine degli Avvocati di Firenze, Fondazione Forense
dell'Ordine degli Avvocati di Firenze - Scuola Forense, Associazione
i Nuovi ETS
Con il contributo della Fondazione CR Firenze
in collaborazione con Teatro della Toscana
Si ringrazia il Laboratorio Nove, l’IIS Falcone-Righi di Corsico e il Circolo 25 aprile








