
ANTIGONE
Antigone è il primo capitolo della trilogia “Polis – Città e giustizia”, un progetto triennale nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze, l’Ordine degli Avvocati di Firenze e l’Associazione i Nuovi.
Il progetto mette in dialogo teatro e giustizia, riportando al centro la funzione originaria del teatro greco: uno spazio pubblico di confronto su responsabilità, legge e cittadinanza.
La tragedia di Sofocle racconta lo scontro tra Antigone e Creonte dopo la morte dei fratelli Eteocle e Polinice. Creonte vieta la sepoltura di Polinice; Antigone decide di disobbedire in nome di una legge più profonda, che precede quella dello Stato.
È un conflitto tra due ragioni, entrambe convinte di essere giuste.
Antigone non è solo un classico: è una domanda contemporanea su cosa significhi oggi scegliere, prendere posizione e non distogliere lo sguardo.

Antigone è stata rappresentata per la prima volta nel 442 a.C. e poi innumerevoli altre volte. Ogni nuova messa in scena è una di quelle volte. Se stai leggendo queste righe, sei già dentro a quel confronto.
Prima dello scontro tra Antigone e Creonte, il coro prende parola. È lì che avviene il vero faccia a faccia: tra il pubblico e il corpo politico della tragedia. Un confronto tra simili, in cui gli uomini del V secolo a.C. ci ricordano che l’essere umano non trova soluzioni alla morte. Ma il punto non è questo.
Lo smarrimento nasce dall’incapacità di evitare la scelta del male, pur essendo dotati di un “impulso della legge”: una tensione istintiva verso la giustizia. Il furore con cui si rincorre ciò che si ritiene giusto conduce inevitabilmente all’epilogo. Nessuno pensa di inseguire il male. Eppure il male accade.
La distinzione tra bene e male attraversa la tragedia greca come attraversa la nostra storia. L’assoluto, senza compromessi, resta una provocazione ancora viva. Mettere in scena Antigone nella sua composizione originale significa accettare questa provocazione, sostare nella distanza del tempo per riconoscere lo smarrimento delle nostre scelte quotidiane.
Rappresentare Antigone oggi è un esercizio di dialogo. Non per trovare soluzioni, ma per continuare a porre domande. Perché è in questo esercizio che cerchiamo, ancora, il senso delle cose.
Regia Sebastiano Spada
Traduzione Massimo Cacciari
Con Maddalena Amorini, Federica Cavallaro, Beatrice Ceccherini, Davide Diamanti, Filippo Lai, Nadia Saragoni, Giovanni Serratore, Lorenzo Volpe
Organizzazione Claudia Ludovica Marino
Con la partecipazione degli allievi del Corso per Attori Orazio Costa
e di Maria Vittoria Cibecchini Dolabelli
Effetti sonori Tommaso Michielin
Disegno luci Samuele Batistoni
Fotografie Erica Trinchera










